MARIA GRAZIA LODONE
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ITALIAN ARTIST
Cercare la Bellezza
“Compito dell'artista non è soccombere alla disperazione ma trovare un antidoto alla futilità dell'esistenza”
Gertrude Stein nel film di
Woody Allen Midnights in Paris
Amo con passione l’arte e dipingo perché ne sento il bisogno. Non per liberarmi da angosce interiori riversandole sullo spettatore, né per affermare me stessa: la spinta interiore che mi guida è disinteressata, ed è finalizzata alla ricerca di ciò che possa interrompere la negatività del vivere e rivelare un barlume di salvezza.
Credo che l’arte debba innanzitutto parlare ai sensi e offrire piacere attraverso l’armonia delle proporzioni e dei colori. Questo piacere sensibile riempie l’animo e serve allo spirito: la percezione della bellezza invita ad andare oltre l’immagine stessa, risvegliando in noi la consapevolezza di ciò che la trascende.
Il mio processo creativo parte dalla composizione, che studio attraverso bozzetti per far emergere l’armonia dalla visione d’insieme, cercando la bellezza nella totalità e non nel frammento. Successivamente studio il soggetto dal vero con disegni preparatori, per coglierne l’umanità e la concretezza, e infine dipingo ad olio su tela, secondo la tradizione. Pur sentendomi vicina al Contemporary Realism per l'accuratezza formale e il solido studio del disegno, il mio punto di riferimento sono i grandi Maestri del Quattrocento e del Cinquecento, custodi delle nostre radici. Per me l'originalità non è novità a tutti i costi, ma sincerità e autenticità; una ricerca che si traduce spontaneamente nella fedeltà alla tradizione del Rinascimento e nell’amore per l’arte classica. So che siamo lontani dalla concezione del mondo degli antichi e che la loro armonia non può essere oggi un pacifico possesso, ma in me resta vivo il desiderio e l’aspirazione a recuperarla.
Mi piace pensare che i miei quadri siano tentativi di “contemplare”, nel senso etimologico del termine. Il templum era lo spazio di cielo circoscritto entro cui i sacerdoti romani osservavano il volo degli uccelli per trarne presagi. Anche il pittore delimita uno spazio sulla tela, vi accoglie il soggetto e lo osserva con intensità, cercando di cogliere in quel frammento di mondo un senso più alto, un segno celeste.



